La Fraternità Federico Bindi ODV ha inaugurato Casa Don Dino, un nuovo cohousing situato in via Benedetto Varchi ad Arezzo, martedì 25 novembre alle ore 17.
L’appartamento è stato per molti anni la casa di Don Dino Liberatori, figura amatissima dalla città e per lungo tempo cappellano della Casa Circondariale di Arezzo. Il suo impegno verso gli ultimi, la capacità di ascolto e quel modo semplice e profondo di “amare la gente”, come hanno ricordato coloro che lo hanno conosciuto, hanno ispirato fin dall’inizio la missione della Fraternità Federico Bindi. Con Don Dino, la Fraternità, insieme a Federico Bindi – a cui è intitolata – ha condiviso riflessioni bibliche, ritiri spirituali e momenti di confronto, sempre animati da una spiritualità concreta e vicina alla fragilità delle persone.
La sua casa si è tornata ad aprire all’accoglienza: Casa Don Dino è stata destinata a ospitare persone in stato di necessità, diventando parte del percorso di autonomia e dignità che la Fraternità ha costruito quotidianamente con chi non ha un tetto o vive situazioni di grave disagio. Con questa nuova apertura sono salite a quattro le abitazioni gestite dall’associazione, insieme alle due “Casa Federico”, una in via Chiassaia e una in via Benedetto Varchi, e a “Casa Mamma Grazia” in via Benvenuti. Queste realtà, nel tempo, hanno permesso di offrire ospitalità, calore e sostegno a chi desidera ricostruire la propria vita. L’inserimento di Casa Don Dino in questo percorso ha consentito alla Fraternità di accogliere fino a 25 persone, accompagnandole nella sfida della coabitazione e nella ricostruzione di legami familiari e sociali.
Le case hanno rappresentato la naturale prosecuzione del lavoro svolto dal Centro Diurno di via Chiassaia, luogo di primo contatto per le persone senza dimora. Qui hanno trovato servizi di base, ascolto, supporto psicologico e legale e aiuto nella ricerca del lavoro: un primo passo verso un cambiamento possibile, costruito giorno dopo giorno attraverso relazioni, responsabilità e impegno.
L’inaugurazione del 25 novembre è stata un momento di memoria e gratitudine verso Don Dino, oltre che una festa per la città. Sono stati presenti i volontari dell’associazione e il Vescovo Mons. Andrea Migliavacca. Al termine è stato previsto un piccolo buffet aperto ai presenti.

