Cena di solidarietà con Filippo Nibbi e Santi Cherubini “Il Penna” 17 giugno

cena 17 giugno

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Apre al centro con Elisa Bernardoni lo sportello di orientamento al lavoro

Ricerca attiva del lavoroContinuano le nostre chiacchierate con i volontari che ruotano attorno alla Fraternità Federico Bindi. Dopo Daniele Scarpellini e Francesco Zarro questa volta vi presentiamo l’impegno di Elisa Bernardoni, professionista di lunga esperienza nella gestione delle risorse umane e nella selezione del personale. Con lei è partito in via sperimentale un vero e proprio “sportello di orientamento al lavoro” per gli ospiti della Fraternità Federico Bindi.
Due volte al mese infatti alcuni di loro incontrano Elisa per un colloquio di orientamento, di consolidamento motivazionale (leva fondamentale su cui lavora anche Scarpellini) e operativamente per la definizione del proprio curriculum vitae.
È l’occasione per riflettere su esperienze e abilità, per rimettersi in moto, per darsi degli obiettivi. Elisa coinvolge gli utenti nella definizione delle proprie conoscenze professionali e attitudini spendibili nel mondo del lavoro, li indirizza verso agenzie e centro per l’impiego, dà loro degli strumenti da sviluppare in proprio in un percorso di autonomia verso il reinserimento al lavoro.

“E’ una grande soddisfazione poter dare questo contributo” racconta Elisa Bernardoni “posso mettere in pratica le mie conoscenze del settore all’interno della Fraternità, dando consigli pratici, informazioni, indicazioni. Non è facile collegare la mia professione ad un’attività di volontariato, in questo caso invece c’è un’adesione perfetta, averla proposta e poi realizzata per la Fraternità intitolata a Federico per me ha un grande significato”.

Gli incontri dello sportello, racconta Elisa, avvengono a porte chiuse, quando il centro non è in funzione. Tuttavia qualche volte l’eccezione ha confermato la regola e qualche colloquio si è svolto contemporaneamente al regolare funzionamento del centro. Questo ha permesso uno scambio ancora più vicino con gli ospiti e per lei si è arricchito ulteriormente di umanità, andando a conoscere più da vicino quasi tutti gli ospiti del centro, sia quelli che hanno dato la disponibilità a scrivere con lei il cv e confrontarsi sulle tematiche proposte, sia chi invece ancora non si è avvicinato a questo tipo di servizio.

“Ho riscontrato che in generale gli ospiti sono molto diversi tra di loro, anche rispetto ai nostri colloqui c’è chi è più avanti, chi ancora deve definire bene le proprie abilità, chi ha più costanza nella ricerca delle opportunità professionali, chi ne ha meno. Ma in generale ho notato che c’è una buona disponibilità a prendersi un impegno, a darsi una regola, magari quella di sentire con frequenza regolare le varie agenzie, o seguire le indicazioni suggerite. Trovo che ci siano risposte interessanti, seppur in forme diverse, che mi motivano a continuare su questa strada e che confermano giorno dopo giorno che l’approccio della fraternità, improntato a promuovere la dignità umana di ciascuno, che momentaneamente o meno si può trovare in difficoltà, è quella più premiante” è il commento di Elisa.

Lo sportello di orientamento al lavoro è un servizio che sarà implementato e che per ora sta dando davvero ottimi risultati, l’auspicio è che da una ricerca attiva e da un’autonoma valutazione delle proprie competenze si possa passare, per almeno alcuni degli ospiti, alla firma di un contratto.

 

Elisa Bernardoni, nata nel 1979, è laureata in Economia all’Università degli studi di Firenze. Nel 2005 inizia a lavorare da subito nella ricerca e selezione del personale. L’anno successivo entra in Umana, agenzia per il lavoro, dove impara e approfondisce un approccio alla gestione delle risorse umane che pone sempre al centro la persona. Dal 2014 è referente Umana per l’orientamento al lavoro per la Toscana, organizza interventi informativi e laboratoriali presso scuole superiori e Università, con lo scopo di promuovere una cultura del lavoro basata sulla consapevolezza delle proprie potenzialità per trovare, migliorare, cambiare o ritrovare, il proprio lavoro.

 

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Concerto a San Domenico per gli ospiti della Caritas e della nostra Fraternità

nicola costantiPremiato due volte al premio Tenco, protagonista di tour teatrali con Alessandro Benvenuti, Alessandro Haber, Athina Cenci, autore di tre dischi: è Nicola Costanti, cantautore senese che venerdì 20 maggio alle ore 17.30 sarà ad Arezzo per un concerto nel chiostro della Basilica di San Domenico riservato agli ospiti e ai volontari della mensa parrocchiale e della Fraternità Federico Bindi onlus.

È un tour sui generis, partito dalla Caritas di Roma, che intende incontrare pubblici particolari, condividere la bellezza della musica e l’emozione di un concerto con chi si trova in difficoltà, momentaneamente o meno, chi è accolto presso Caritas e altre associazioni come la Fraternità Bindi di Arezzo.

“Era un obiettivo che inseguivo da tempo quello di cantare nei luoghi di assistenza ai poveri” – racconta il musicista “in particolare nelle Caritas, per donare un po’ di serenità e di emozioni agli ospiti e ai volontari. Voglio regalare un messaggio di speranza”.

Il concerto “Il sogno di Francesco” prende il nome dall’omonimo brano scritto da Nicola Costanti per il pontefice: immagini poetiche e allo stesso tempo concrete che raccontano la figura e il pensiero di Papa Francesco.

La mensa serale di San Domenico ha erogato da gennaio ad aprile 2016 circa 2400 pasti di cui poco meno della metà ad italiani (che costituiscono la nazionalità più numerosa) e gli altri provenienti per la maggior parte dalla Romania e dal Marocco. La quasi totalità delle persone ospiti alla mensa sono maschi. La mensa è portata avanti da un nutrito gruppo di volontari, circa 40 persone, che garantiscono per ogni sera una presenza fattiva e qualificata. La Caritas diocesana si occupa del loro coordinamento, della gestione generale del servizio e della formazione.

La Fraternità Federico Bindi onlus gestisce un centro diurno per persone senza fissa dimora. I dati relativi all’anno 2015 hanno registrato 6.000 utenze alle quali sono state erogate oltre 500 docce, quasi 200 lavatrici in oltre 800 ore di apertura.

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I volontari della fraternità con la guida di Francesco Zarro: “diamo significato ad ogni gesto”

I VOLONTARI DELLA FRATERNITA’ CON LA GUIDA DI FRANCESCO ZARRO: “DIAMO SIGNIFICATO A OGNI GESTO”

I volontari della fraternità Federico Bindi sono un gruppo di persone che spontaneamente si sono aggregate attorno all’associazione prestando tempo, energie e ingegno per la buona riuscita delle attività soprattutto relativamente al centro diurno per senza tetto.
Ma non solo. Sono anche un microcosmo di caratteri, motivazioni, aspirazioni che incrociandosi tra di loro moltiplicano l’effetto benefico del “donarsi gratuitamente agli altri”.
Qualcuno dietro le quinte, qualcuno in prima linea, ogni singolo volontario fa la differenza.

Da circa un anno l’associazione collabora con uno psicologo professionista, Francesco Zarro, con un lungo passato di esperienze comunitarie, volontario egli stesso, che accompagna e guida il gruppo che presta servizio alla mattina e al pomeriggio al centro di Via Chiassaia, gestendo quotidianamente il rapporto e le problematiche con gli ospiti, quasi tutti senza fissa dimora, che qui vengono a riposarsi, fare colazione, utilizzare i servizi o anche solo a fare una chiacchierata.
Zarro è presidente dell’Associazione “L’Ombelico” che mette a disposizione le proprie risorse a sostegno della nostra associazione: lo fa ad esempio con il tempo e la professionalità dello stesso Zarro e del counselor Daniele Scarpellini.

“È un lavoro a metà tra la formazione e la supervisione quello che facciamo insieme” racconta Zarro che incontra il gruppo ogni mese per circa due ore. “Formazione per crescere, supervisione per guidare, commentare e analizzare insieme dubbi e domande che sorgono in ciascun partecipante al gruppo”. Dallo studente a chi è in pensione, uomo o donna, giofacebook_1457856284534vane o adulto, tra i volontari della Fraternità Bindi si trovano tutte le opzioni, ma il fil rouge che lega tutti quanti insieme è la convinzione di andare nella giusta direzione, a volte con paura, fatica e frustrazione, a volte con soddisfazione, ma sicuramente ognuno ha rilevato che quanto si dà – come spesso accade nelle esperienze di volontariato – è una minima percentuale di quanto si riceve.
Questo vale anche per chi il gruppo lo guida “All’inizio è stato più faticoso”, dice Zarro, “il gruppo aveva bisogno di accordarsi, di ascoltarsi, di trovare una coesione tale da costituire una base per tutti, non solo per il singolo che veniva alle riunioni. Le nostre attività sono sempre state in progress, comincio io con un tema, ma poi larga parte del tempo che passiamo insieme è dedicata ai dubbi di ciascuno, alle insicurezze, alle domande e su questo costruiamo i nostri incontri”.

Nello stile della fraternità la cura dei volontari significa dar loro, in modo professionale e competente, strumenti per gestire le relazioni con gli ospiti del centro, allontanandosi da un pericoloso assistenzialismo, ma dando significato a ogni gesto, percorrendo quel sentiero di promozione della persona che spesso viene ripetuto nelle riunioni del direttivo, nelle decisioni, negli incontri. Non si tratta di un’impresa semplice, ma con tenacia e con la partecipazione più ampia possibile è quello che la Fraternità intende perseguire.

Il gruppo di volontari è aperto a tutti, anche a coloro che sono interessati a capirne un po’ di più, magari iniziando proprio con questi incontri e solo successivamente prestando servizio al centro. C’è spazio e bisogno dell’aiuto di tutti!

Francesco Zarro, psicologo e psicoterapeuta è Giudice Onorario presso il Tribunale dei Minorenni di Firenze, esperto psicologo dell’Amministrazione Penitenziaria della Toscana, collaboratore alla didattica presso la Società italiana di Psicosintesi Terapeutica.

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Gli Scouts di Arezzo consegnano una donazione alla fraternità

Lo scorso dicembre, in occasione dell’arrivo ad Arezzo della “Luce della pace” proveniente dalla chiesa della Natività di Betlemme, le organizzazioni scout AGESCI e MASCI, promotrici dell’evento, hanno raccolto le donazioni per la distribuzione delle candele di luce “santa” annunciando di volerle donare alla Fraternità Federico Bindi onlus.

Il ricavato è stato consegnato in questi giorni alla Presidente Maria Grazia Sassi ed è stato un risultato eccezionale: una donazione di 1.575 euro!

La Fraternità ringrazia sentitamente di cuore gli scout per questa somma che sarà impegnata nelle attività del centro diurno per i senzatetto di Arezzo.

Sempre di più associazioni, imprese e semplici cittadini si stanno avvicinando e interessando alle attività svolte al centro per tutte quelle persone che momentaneamente o da lungo tempo, si trovano in condizioni di disagio o senzatetto. Obiettivo dell’associazione è lavorare sulla promozione della persona, dare ospitalità diurno, generi di conforto, assistenza, ascolto e comprensione a tutti coloro che si trovano nella nostra città senza fissa dimora.

foto luce betlemme

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